Grazie alla gentilissima concessione di Emanuela Minaldi, autrice della mostra fotografica “Memoriae loci” che ha dato luce al libro dallo stesso titolo, possiamo pubblicare un breve saggio, completo di immagini, dell’esperienza raccontata dall’ideatrice, che parlando di rovine e di fotografia, con queste parole ci invita alla lettura: “Recuperare quanto di bello è rimasto e dargli nuova vita, nuovo splendore, è quanto mi propongo di fare in questo progetto fotografico che parla di materia, di chimica, di colori e di luce; in cui la memoria dei luoghi si intreccia inesorabilmente con quella delle persone che quei luoghi hanno vissuto”

Il progetto fotografico intitolato Memoriae loci è un lavoro iniziato circa un anno fa.
L’input mi fu dato dall’Ing. Augusto Zanuccoli, uno degli attuali proprietari della ex fabbrica di zolfo A. & A. F.lli Zanuccoli, sita in via Raffineria a Catania, proprio di fronte a Le Ciminiere, il quale mi chiese di fotografare la fabbrica abbandonata in previsione di una vendita, e dunque di una possibile demolizione.
Il mio approccio iniziale fu cauto, decisi di prendere confidenza con gli ambienti, a prima vista poco accoglienti, a tratti ostili e pericolosi.
Iniziai subito a studiare la luce, le possibili inquadrature.
Mi colpivano i colori così vividi nonostante lo scorrere del tempo. E ogni qual volta varcavo la soglia del grande portone verde che mi separava fisicamente dal resto del mondo, ed emotivamente dal tempo presunto, l’odore acre dello zolfo mi entrava nelle narici, e mi permeava lentamente fino a quando non lo percepivo più come estraneo. Fotografai la fabbrica per mesi, finché ogni angolo mi fu noto, poiché sentivo che quel luogo era una parte della memoria storica della mia città, e dunque anche di me.
Conobbi la famiglia Zanuccoli, la sua storia, i suoi volti, le vicende e gli intrecci. Scoprii che la fabbrica era stata attiva fino a qualche anno prima, che aveva esportato i suoi prodotti in tutto il mondo, e che era stata fonte di reddito per tante famiglie, per lunghissimo tempo. Scoprii che anche nel suo stato di abbandono era stata utile a qualcosa, occupata come fu per circa un mese da una numerosa comunità di extracomunitari. E seppi, infine, che quel luogo era stato utilizzato come set cinematografico per girare le prime scene del film Mimì Metallurgico ferito nell’onore di Lina Wertmuller: per me, appassionata cinefila, fu una rivelazione!
Ad un tratto, quando capii che il mio lavoro fotografico era compiuto, decisi di raccogliere tutto il materiale e di creare delle tavole alla maniera di Mnemosyne di Aby Warburg: il suo metodo, indicatomi da Francesco Lucifora, curatore indipendente, donò un carattere diverso alla mia ricerca, e diede vita ad un fiorire di nuove ramificazioni originate dalle immagini, che mostravano continui rimandi al passato, appartenenti anche ad altre arti e mestieri. Osservavo le mie tavole, e il loro potere evocativo mi invitava continuamente ad una nuova esplorazione; fu, dunque, impossibile per me escludere da questa ricerca la mia città. Nel mio immaginario, una splendida Catania degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta riviveva felice, e io con lei: la mia infanzia, i miei genitori, la Vila Bellini (meta preferita delle nostre domeniche). Ogni cosa riaffiorava con naturalezza e infinita emozione.
Ma compresi anche che, riuscire a creare collegamenti pertinenti e adeguati con e tra varie discipline, non mi sarebbe stato possibile per mancanza di tempo, di competenze specifiche e accessi privilegiati alle informazioni.
Così, decisi di chiedere aiuto nella ferma convinzione che il prezioso apporto di grandi personaggi della cultura catanese avrebbero certamente arricchito il mio lavoro, fornendo preziosi elementi conoscitivi.
Ed eccoci giunti a quello che oggi é la mostra: un piccolissimo spaccato di Catania che parte dagli anni ‘5O e finisce ai giorni nostri. Per non dimenticare quello che siamo stati, mantenendo viva la memoria collettiva di una città bellissima e complicata.

www.emanuelaminaldi.com

Per contattare l’artista: minaldiemanuela@gmail.com

Print Friendly, PDF & Email