Biografia

Nasce a Melfi (Pz) nel 1978, ma vive e opera a Calitri (Av) dove si è diplomato all’Is!tuto d’Arte.Inizia il suo percorso artistico nell’estate 1999 realizzando una copia del Naufragio della Speranza di David Caspar Friedrich.Predilige le tecniche a secco come carboncino, matite colorate e inchiostro, posate su cartoncino da disegno. Sperimenta con buoni risultati anche l’acquerello, sia per partecipare a rassegne estemporanee, sia ai fini della stampa su tessuti o ceramica. I suoi soggetti sono stati inizialmente, paesaggi naturali caratterizzati da ampie vedute e opere ispirate alle opere del pittore belga Renè Magritte, creando così il ciclo delle “Finestre”, paesaggi di fantasia visti, appunto, attraverso una finestra, per un filone artistico alternativo. Paesaggi molto influenzati del territorio irpino-lucano, montuoso e ricco di boschi e di colori. Colori e ombre marcate, infine, hanno consentito di creare calde atmosfere e forti contrasti cromatici. Negli anni successivi i disegni si arricchiscono progressivamente di contenuti storici sempre più evidenti, conseguenza delle sue letture. L’artista è appassionato di storia fin da piccolo, ama leggere romanzi storici dell’epoca greca e romana, oltre che italica, approfondendone le tematiche collegate. L’archeologia nel tempo si è aggiunta quale musa ispiratrice, infatti nelle varie creazioni appaiono elementi dell’ancestrale tradizione celtica, dell’epopea greca e della grandezza dell’impero romano. A questi si affiancherà le forti influenze provenienti dalle antiche popolazioni italiche, soprattutto Sanniti e Lucani, popoli che hanno abitato l’Appennino centromeridionale in antico. Trasmette sul foglio le sensazioni e le immagini evocate dalle sue letture e visite a luoghi archeologici, fondendo tutto in un paesaggio immaginario dalle solidi basi storiche. Queste località, infatti nei disegni vengono immaginate come potevano apparire in antico. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive, alcune curate in proprio come “EsTetica: paesaggi, ritratti e astrattismo” a Calitri, dove prima artisti locali, poi artisti del Meridione, hanno esposto le loro opere, promuovendo il territorio dell’Alta Irpinia. Molte anche le mostre personali, che dal 2014 hanno assunto il titolo “L’ArcheoArtista: i colori della storia”. Progetti futuri sono l’implementazione delle stampe su tessuto e ceramica, ma anche la sperimentazione della pirografia, oltre alla promozione del volumetto/catalogo che dall’estate 2018 è in vendita su Amazon.

F r a n c e s c o R o s e l l i – C a l i t r i ( A v e l l i n o )

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L’ArcheoArtista – I colori della storia

Il progetto artistico denominato “ArcheoArtista” si fonda principalmente sulla contaminazione tra la storia, per lo più antica, e l’arte di Francesco Roselli, artista di Calitri. L’allestimento è composto da tematiche indipendenti, identificabili con le civiltà che sono state muse ispiratrici dei paesaggi realizzati. La mostra ripercorre parte della vita artistica e creativa dell’autore, iniziata nell’estate 1999. Sono proposti in esposizione quei paesaggi ispirati da luoghi che presentano fascino antico, testimonianze storico-archeologiche e un territorio interessante dal punto di vista naturalistico. La creatività è alimentata involontariamente da articoli di archeologia, romanzi storici ambientati in epoche antiche, e in alcuni casi, visitando aree archeologiche. Il percorso di ArcheoArtista è iniziato sotto l’influsso dell’antica cultura greca, una civiltà creativa e geniale che ha influenzato il bacino del Mediterraneo e non solo. Si è passato poi ad esplorare il vasto e complesso mondo romano, soprattutto l’aspetto militare. Il passo successivo è stato quello di lasciarsi ammaliare dall’ampia e profonda cultura celtica, in particolare dalla sfera religiosa, rappresentata dal druido, importante figura per quei popoli. Negli ultimi tempi, Roselli, con molto entusiasmo, sta approfondendo l’argomento sannita, prediligendo la tribù degli Hirpini. Leggendo la storia irpina, e visitandone i luoghi più o meno noti, ha tratto interessanti idee per realizzare paesaggi archeologici sempre più complessi dedicati alla sua terra, con l’aggiunta di elementi dalla forte simbologia. Le suggestioni scaturite attraverso queste fonti hanno portato ad approfondire sempre più temi e culture diverse tra loro, raccontandole poi attraverso il filtro della sua immaginazione. L’esposizione oltre a mostrare la sua arte, mira ad incuriosire, e informare i visitatori circa i luoghi e i popoli indagati contestualmente alle idee che hanno portato alla realizzazione dei disegni, tutti accompagnati da una descrizione che permetta di comprenderne meglio il suo significato. Il progetto artistico è in continua crescita, arricchendosi periodicamente di nuovi disegni e contenuti storici.

 L’Adrenalina artistica di Francesco Roselli 

di Stefano Orga Critico d’arte e curatore di mostre e di recensioni artistiche

II cammino artistico di Francesco Roselli è certa- mente apprezzabile, tenendo conto deI fatto che da alcuni anni è giunto a Iidi stabili nella compiutezza della pratica compositiva ed artistica, difficilmente smentibile neI suo futuro impiego professionale. Particolare è iI suo modo di porsi razionalmente in confronto ai concetti base con cui ogni artista contemporaneo deve misurarsi, vivendo certe influenze dell’avanguardia. Roselli vive I’ebrezza giovaniIe nella sua terra na- taIe, I’Irpinia, ed esprime Ia sua creatività soprattutto visitando, in Italia e in Europa, siti archeologici romani e ceItici da cui è affascinato. I suoi cromatismi e Ie sue abilità creative mostra- no un’adrenalina che si manifesta attraverso i suoi personaIi riferimenti aI Surrealismo e aI Dadaismo in modo taIe da provocare I’osservatore. La sua provo- cazione consiste nell’amalgamare momenti culturali e storici vicini o lontani neI tempo, come lui sa fare, realizzando un exploit cromatico che veleggia in un rituale pagano lontano daI Cristianesimo. Con Ia sua adrenalina creativa riesce a conseguire IivllIi di espressività pari ai grandi pittori iridati deI Novecento italiano ed occidentale, adoperando con destrezza Ie sue tecniche artistiche. Nelle sue opere si colgono esiti di sicura originalità grazie a particolari cromatismi, sovente irreali ed onirici. Oggi Francesco Roselli sembra trovarsi decisa- mente a suo agio con quell’insieme compositivo che è diventato neI tempo una sua personaIe “cifra stilistica”, realizzando così un suo singolare campo di indagine e di ricerca relativo ad una pittura fantastica con collegamenti alle antiche leggende locaIi irpine e sannite, e soprattutto a quelle legate alle civiltà italiche preromane. L’opera di Roselli è un’arte che deve essere scoperta, capita, sentita, perché propone una figurazione che non si ferma alla materia compositiva fine a se stessa, bensì intende coinvolgere iI fruitore nella ricerca di un messaggio e di una significazione personalizzata che può trovare dentro di sé; quindi non cosa intende esprimere I’autore con Ie sue opere, ma io, fruitore, quaIe messaggio riesco a recepire. EgIi riprende I’arte dei maestri deI Novecento, ma la stravolge conferendoIe un’impronta decisamente contemporanea, grazie all’uso di contrasti cromatici prodotti da colori intensi con sfumature pregevoli. La nostra attenzione è catturata ed attratta dall’energia, emanata dalle opere di questo abile artista, che ci riconduce con delle reminiscenze: agIi eroi, alle empietà, alle tragedie, alle glorie deI mito e dell’immaginario collettivo relativo ai popoli sannitici, in particolare alla tribù degIi Hirpini. Nelle sue tecniche miste, Roselli sembra mostra- re di porsi Io scopo di ripristinare I’originaria collocazione degIi elementi architettonici ed archeologici, che in realtà sono inventati, ma realizzati come potevano apparire in una ricostruzione storica, più o meno scientifica.

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