Sciavarrello, il Maestro

Nunzio Sciavarrello ritratto dal Maestro Elio Ruffo

Parliamo dell’attitudine manifestata sin da ragazzo (1928) da Sciavarrello, il maestro d’arte. Dopo varie esperienze di apprendistato, nella sua città natale, frequenta la scuola comunale di disegno. In un primo tempo, nel 1932 al seguito di un esperto decoratore si occupa di pittura murale ed affresco. Nel 1934 a Roma per un breve soggiorno, poi nel 1936 vi si trasferisce, dove si trova impegnato nelle problematiche della “Scuola romana”, e vive i momenti più fecondi. Di quel periodo sono testimonianza le piccole incisioni e alcuni dipinti, fra questi alcuni paesaggi.

A Roma frequenta la scuola libera di via Margutta e nel 1939 anche l’Accademia di Belle Arti dove conosce Mino Maccari che diviene il suo maestro, e poi Duilio Cambellotti e Ferruccio Ferrazzi. Fra i suoi compagni di corso Arnoldo Ciarrocchi e Dario Cecchi. Scoppiata la guerra, è con i Granatieri sui Balcani.

Nel 1942 rientrato a Roma riprende il lavoro ed elabora le incisioni dedicate alla libertà alle condizioni sociali e alla condanna della violenza. Sciavarrello, il maestro approfondisce gli studi e la ricerca sul valore e sulla funzione del «segno», che si rivelerà determinante per tutta la sua opera. Nel 1945 rientrato a Bronte realizza dipinti e incisioni, è di questo periodo “Panico sull’Etna”. Partecipa alla XVII Promotrice d’arte di Catania ed espone alcune minuscole incisioni realizzate a Roma tra il 1940 e il 1944. Tra queste, la nota puntasecca del 1943 Disparità sociali: disperazione delle donne romane. Nel 1948 si trasferisce a Catania.

La sua vita prosegue con numerose mostre personali, tra le quali ricordiamo: “La vetrina” di Chiurazzi, Roma, 1950, presentata da Mino Maccari e dove oltre allo stesso Tanino Chiurazzi incontra Libero De Libero, Ugo Moretti, Romeo Lucchese Sandro Penna e alcuni attori e registi di teatro. Galleria “Vallerini”. Pisa, 1955, presentata da Stefano Bottari. Galleria “La Feluca”, nota per la presenza di personalità del Corpo diplomatico, Roma 1959, presentata da Libero de Libero. “Centro Bronzetti”, presentata da Remo Wolf, 1965. Galleria “II Punto”, Palermo, 1966, presentata da Ottavio Morisani. Circolo Unione, presentata da Santo Luigi Agnello, Siracusa. 1970: Galleria Cavallotto, disegni, presentata da Domenico Danzuso e Ermanno Scuderi, Catania, 1971. Teatro Greco di Taormina. 1972, nel contesto del Festival del cinema, presentata da Giancarlo Vigorelli. Dal 1973 al 1983 fa parte del consiglio di amministrazione della Triennale d’arte di Milano con Remo Brindisi e Giampaolo Fabris presidenti.

N. Sciavarrello – La Finestra sulla Laguna

Nel 1974 consegue il “Trofeo città di Lecce”. Alla New Gallery ha luogo la mostra “Proposta per una verifica dell’opera di Nunzio Sciavarrello, 1940-1975”. Catania, 1975 “New gallery”, presentata da Vito Librando. Palazzo Serbelloni Milano, 1976, in una manifestazione di grande sicilianità presentata da Vito Librando e Giancarlo Vigorelli. Galleria Cavallotto, i dipinti di Sciavarrello, presentati da Santi Bonaccorsi, Catania, 1975. Municipio di Pedara, Dipinti disegni e opere grafiche, 1979. Galleria Arte Club, consegue il “Premio XXIV Casali per la pittura, Bronte, 1976.

Al Centro Culturale Cavallotto presentazione della monografia di Anna Maria Damigella “II segno libero di Sciavarrello”, presenta Vanni Scheiwiller, Sebastiano Addamo e Domenico Danzuso, 1976. Nel 1983 istituisce nella città di Catania, l’Istituto per la Cultura e l’Arte. Nel 1985, all’Accademia di belle arti di Catania presenta un’ampia raccolta d’arte italiana quale donazione personale e della sua famiglia alla città per costituire il patrimonio iniziale di una galleria d’arte moderna e contemporanea. Nel 1990 consegue la “Tavolozza d’argento” di Tremestieri Etneo. Nel 1991 promuove l’istituzione di un Museo di scultura all’aperto nei giardini del Castello di Nelson di Bronte e partecipa alla mostra “II disegno” artisti di 25 nazioni presso l’ICA (Istituto per la Cultura e l’Arte) di Catania.

Nel 1992 espone alla mostra ” 12 incisori siciliani” presso la Villa Zito del Banco di Sicilia. Palermo. Alla IX Mostra internazionale di grafica “Canada-Italia” ICA, Catania, 1993. Alla mostra “Il sentimento delle cose – un percorso della grafica italiana contemporanea” Verolanuova. 1993. Dopo aver dato vita a Catania all’Istituto d’arte (1950) e al Liceo artistico (1964), nel 1967, fonda l’Accademia di belle arti della quale è il direttore sino al 1988. Il 2 ottobre 1958, col notaio Gaetano Musumeci. Mario Giusti, Turi Ferro, Michele Abruzzo, Umberto Spadaro, Nino Succi, Piero Corigliano e Pietro Platania è tra i fondatori dell’Ente Teatro Sicilia (poi Teatro Stabile di Catania).

Nel 1975 gli viene conferito il riconoscimento di prima classe con medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica quale benemerito della cultura e dell’arte. Ha realizzato scene e costumi per opere teatrali e balletti programmati al Teatro Massimo Bellini di Catania, fra cui: Il cavaliere della rosa di Richard Strauss; Follie viennesi di Johann Strauss, Persefone di Pietro Ferro; Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

N. Sciavarrello – Maschera e Bicicletta

Nel volume “Segno e colore nell’arte di Sciavarrello”, di Anna Maria Damigella, in Arte Italiana Moderna n. 106, edizione “II pesce d’oro”, del 1993. a cura dì Vanni Scheiwiller è pubblicata un’ampia antologia critica con scritti di: Michele Biancale, Santi Bonaccorsi, Stefano Bottari, Bianca Cordaro, Mauro Corradini, Domenico Danzuno, Raffaele De Grada, Libero de Libero, Giorgio Di Genova, Giuseppe Finocchiaro D’Inessa, Giuseppe Frazzetto, Francesco Gallo, Paolo Giansiracusa, Vito Librando, Mino Maccari, Luciano Marziano, Ottavio Morisani, Marcello Passeri, Vanni Schewiller, Ermanno Scuderi, Fiore Torrisi, Antonino Uccello, Remo Wolf. Cripta dei Gesuiti, L’ambiente, i fiori, le colombe, con un profilo dì Paolo Giansiracusa. Siracusa, 1985.

Ex convento francescano, “Tres-Assonanze” con una nota di Francesco Gallo, Trecastagni, 1992. Galleria dell’Accademia di belle arti, Sciavarrello dalla Scuola romana ai nostri giorni, opere dai 1934 al 1993, con scritti di Paolo Giansiracusa e Piero Guccione, Catania, 1993. Ha dedicato la sua vita all’arte, invitando i giovani, che rispondevano volentieri e numerosi, al confronto con i maestri, al mettere in atto la realizzazione dei propri lavori artistici, dietro consiglio di chi dell’arte ne aveva fatto esperienza e motivo di vita, i maestri insieme a Sciavarrello, il maestro.

Nunzio Sciavarrello – Biografia

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